Le performance esportative delle imprese emiliano-romagnole dalla Pandemia ad oggi: il caso di successo dell'Agroalimentare
Pubblicato da Valeria Minasi. .
Case Study 0-Bando Emilia Romagna 2026L'analisi delle performance esportative delle imprese emiliano-romagnole nel corso dell'ultimo quinquennio (dalla pandemia Covid19 ad oggi) attesta un quadro di performance di crescite diffuse nei valori in euro, ma con forti differenze (e andamenti anche molto negativi) nella misurazione a prezzi costanti1.
La seguente tabella riporta i valori delle esportazioni emiliano-romagnole nei primi 9 mesi del 2025, confrontate con quelli del corrispondente periodo 2019 (anno pre-pandemico), con le variazioni misurate a prezzi costanti. Essa evidenzia:
cali complessivi per i comparti Sistema Moda/Persona (-7.3%) e, soprattutto, Sistema Casa (-10.9%);
una moderata crescita per il comparto Metalmeccanica (+4.9%);
dinamiche particolarmente accelerate per Chimica/Farmaceutica (+15.3%) e, soprattutto, Agroalimentare (+22.7%).
In un quadro di performance eterogenee a livello settoriale, spicca la crescita del comparto agroalimentare
Esportazioni emiliano-romagnole nei primi 9 mesi del 2025
| Milioni di euro | Variazioni a prezzi costanti | ||
| Comparto | Gen-Set 2019 | Gen-Set 2025 | % |
| Metalmeccanica | 26 552 | 33 350 | + 4.9 |
|---|---|---|---|
| Agroalimentare | 6 461 | 10 540 | +22.7 |
| Sistema Moda/Persona | 6 683 | 7 120 | - 7.3 |
| Sistema Casa | 5 882 | 6 604 | -10.9 |
| Chimica-Farmaceutica | 3 787 | 5 131 | +15.3 |
| Totale beni | 49 364 | 62 745 | + 4.5 |
Fonte: ExportPlanning
La performance più favorevole del comparto Agroalimentare è inoltre confermata anche nella misurazione a prezzi correnti, con una variazione complessiva nel periodo 2025/2019 di oltre 63 punti percentuali nei valori in euro.
All'interno del comparto agroalimentare, i settori che hanno evidenziato i maggiori incrementi assoluti nelle esportazioni emiliano-romagnole nel periodo 2020-2025 risultano - nell'ordine - carne lavorata e conservata e prodotti a base di carne (+1.6 miliardi di euro), prodotti delle industrie lattiero-casearie (+660 milioni di euro), frutta e ortaggi lavorati e conservati (+361 M €) e prodotti da forno e farinacei (+358 M €).
Il distretto dei salumi di Parma e la forza delle DOP negli Stati Uniti
Il distretto dei salumi in provincia di Parma, leader dei prosciutti DOP, ha raggiunto nel 2024 un valore di oltre 82 milioni di euro di export verso gli Stati Uniti, pari al 14.7% del portafoglio estero del distretto. Gli USA rappresentano oggi uno dei mercati più dinamici per i prodotti di salumeria di alta gamma, dove il consumatore ricerca sempre più autenticità, tracciabilità e sicurezza alimentare.
Le certificazioni DOP sono la vera leva competitiva: a livello globale generano performance annue superiori ai 3 miliardi di euro, dimostrando come l’origine certificata sia un asset commerciale oltre che culturale. Tuttavia, per sfruttare appieno questo vantaggio è necessario investire in promozione, presenza fieristica e conoscenza delle normative americane, notoriamente complesse in materia di etichettatura, dazi e sicurezza alimentare.
Parmigiano Reggiano: l’export supera il mercato interno
La filiera del Parmigiano Reggiano è un altro pilastro della promozione internazionale regionale. Nei primi nove mesi del 2025, l’export ha registrato una crescita del +20.5% rispetto al corrispondente periodo 2024, toccando un nuovo punto di massimo e superando per la prima volta le vendite del mercato italiano.
I principali mercati di riferimento sono quelli europei (Germania, Francia e Regno Unito) e nordamericani: gli Stati Uniti, in particolare, hanno assorbito nei primi 9 mesi del 2025 il 16.5 per cento delle esportazioni della filiera; il Canada un altro 5.3 per cento.
Questi dati indicano non solo una domanda solida, ma anche una crescente apertura verso nuovi canali distributivi e nuove nicchie di consumo.
Verdure della Romagna: la spinta dell’export europeo
Anche il distretto ortofrutticolo della Romagna, localizzato tra le province di Forlì/Cesena e Rimini, beneficia del buon andamento dell’export agroalimentare regionale. I produttori di verdure fresche e di IV gamma trovano sbocchi privilegiati in Germania e Francia, mercati vicini ma molto esigenti in termini di qualità, tracciabilità e puntualità delle forniture.
Questo segmento si inserisce in un contesto più ampio di competitività dell'export agroalimentare regionale, dove logistica, capacità di rispettare le catene del freddo e organizzazione delle filiere sono sempre più fattori critici di successo.
Prodotti da forno emiliani: tradizione che conquista nuovi mercati
I prodotti da forno emiliani, dalle piadine ai biscotti, stanno vivendo una fase di espansione interessante. Nelle province di Bologna e Modena si registrano nei primi 9 mesi del 2025 crescite tendenziali comprese tra il 3% e il 10%, su livelli pressoché raddoppiati rispetto al periodo pre-pandemico.
La combinazione di tradizione artigianale e innovazione di prodotto rende questi articoli appetibili sia in Europa (Regno Unito e Francia su tutti) sia negli Stati Uniti (primo mercato di destinazione nei primi 9 mesi 2025), dove la domanda di specialità regionali italiane è in costante aumento.
Il bando POR FESR 2026-2027: una leva trasversale per tutti i distretti
A fare da filo conduttore a tutte queste dinamiche è il bando POR FESR Azione 1.3.2, che per il biennio 2026-2027 mette a disposizione 5 milioni di euro per le PMI emiliano-romagnole.
Il contributo, pari al 50-55% delle spese ammissibili, finanzia progetti su uno o due Paesi target, con priorità ai mercati extra-UE, e comprende strumenti avanzati come Temporary Export Manager, attività B2B e marketing digitale.
Le domande saranno presentabili a partire dal 24 febbraio 2026, offrendo alle imprese l’opportunità di costruire percorsi di internazionalizzazione strutturati, basati su analisi di mercato, strategie di medio periodo e sviluppo di competenze digitali.
In questo scenario, un consulente specializzato in export e finanza agevolata è la figura chiave per integrare i successi dei distretti — dai salumi al Parmigiano, dalle verdure ai prodotti da forno — in una crescita mirata e sostenibile.
Il supporto di un consulente esperto di export agroalimentare può permettere alle aziende dei vari distretti di trasformare questi strumenti in un percorso strutturato, riducendo il rischio e aumentando l’efficacia degli investimenti. In mercati regolati e altamente competitivi, infatti, il ruolo di un consulente qualificato è cruciale per gestire le normative, ottimizzare i piani di ingresso e costruire relazioni commerciali stabili.
Alla luce delle ottime performance registrate dal settore, potrebbe essere questa la fase decisiva per trasformare le eccellenze del territorio in protagoniste stabili dei mercati internazionali.

1) Nella banca dati Commercio estero trimestrale delle province italiane del Sistema Informativo ExportPlanning è disponibile la misura Valori a prezzi costanti (Q). Tale misura racchiude un'operazione di deflazionamento, in cui la serie storica dei valori monetari (V) è stata trasformata in un'analoga serie di valori espressi a prezzi costanti, con un riferimento a un anno determinato, detto anno base.