Conoscere e approfondire le proprie potenzialità: il caso dell’export di olio d’oliva

Overview degli scambi internazionali e dinamiche del mercato di interesse

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Case Study 2. Analisi Business Internazionale

Per individuare gli spazi di opportunità per il proprio prodotto in giro per il mondo, le informazioni ricavate da banche dati rappresentano sicuramente un prezioso supporto che risulta, oggi più che mai, fondamentale saper sfruttare. Un’efficace lettura di dati numerici consente infatti all’impresa di ottenere indicazioni chiave su più fronti: soltanto per citarne alcuni, le elaborazioni di banche dati consentono di approfondire le dinamiche del commercio internazionale del prodotto di interesse, individuare i mercati dalle maggiori potenzialità ed approfondire i relativi fenomeni in atto.

I bisogni informativi dell’impresa possono differire a seconda del suo stadio di internazionalizzazione. Se l’impresa si sta approcciando per la prima volta ai mercati esteri, essa si chiederà, in primo luogo, se possa aver senso il suo ingresso sullo scenario internazionale. Viceversa, un’impresa già attiva sui mercati internazionali avrà bisogno di un costante aggiornamento sullo scenario attuale e suoi eventuali cambiamenti, in modo da modificare velocemente il suo operato in relazione alla presenza di nuove opportunità e nuovi rischi.

Overview degli scambi internazionali

Per un’impresa che si approccia per la prima volta allo scenario internazionale, o che semplicemente desidera rimanere informata sulla sua evoluzione, risulterà utile esaminare le dinamiche degli scambi internazionali del prodotto di interesse. Il commercio mondiale del prodotto sta attraversando una fase di crescita? Le maggiori opportunità, che i mercati esteri presentano rispetto al mercato interno, compensano i maggiori rischi?
Prendiamo, a titolo esemplificativo, il caso dell’olio d’oliva vergine e extra-vergine, una delle ricchezze del comparto agro-alimentare italiano, e per il quale l’Italia si colloca al secondo posto tra i maggiori esportatori mondiali.


I dati tratti da ExportPlanning mostrano chiaramente un deciso incremento, in un’ottica di lungo periodo, degli scambi mondiali di olio d’oliva vergine e extra-vergine. Si passa, nell’ultimo ventennio, da scambi prossimi ai 2 miliardi di euro agli oltre 6 miliardi di euro previsti per l’anno in corso. A fronte di un tasso di crescita medio annuo del 5% nel periodo 2009-2021, si prevede una crescita media annua del 6.5% nel periodo 2022-2025.
Focalizzandoci sugli ultimi anni, dopo una discreta frenata osservata nel 2019, il commercio mondiale di olio recupera parzialmente terreno già nel 2020 (+3.4%): l’olio conferma quindi la generale resilienza dell’industria agroalimentare nella critica fase iniziale della pandemia da Covid-19. Per il 2021, in via di chiusura, si prevede un’accelerazione della fase di crescita: si stima infatti un incremento del 10% a livello di domanda mondiale rispetto all’anno precedente; positive anche le stime sugli sviluppi della domanda mondiale nei prossimi anni.
Il commercio mondiale del prodotto di interesse sembra quindi mostrare un quadro positivo a livello di scenario e opportunità.

Chi sono i principali protagonisti?

Nell’analisi del quadro di commercio estero per il prodotto di interesse, identificare i principali player risulta di fondamentale importanza per individuare il posizionamento italiano su scala internazionale, nonchè i relativi competitor. Se nel comparto oleario, l’Italia si colloca al secondo posto tra i maggiori esportatori, con un valore di esportazioni di 1.3 miliardi di euro previsto per il 2021 e una quota di mercato del 22%, è la Spagna ad emergere come leader del settore. La quota di mercato spagnola è stimata, per l’anno in corso, attorno al 42%, pari ad esportazioni di circa 2.5 miliardi di euro.

Guardiamo ora ai maggiori importatori, informazione a sua volta di primario interesse per l’impresa esportatrice nella ricerca dei maggiori mercati di sbocco.


Il grafico mostra la top 10 dei maggiori importatori di olio vergine ed extra-vergine, su scala mondiale. Come è possibile notare, l’Italia si colloca al primo posto: per il nostro paese giocano quindi un ruolo chiave non soltanto le esportazioni, ma anche l’approvvigionamento dall’estero per soddisfare la domanda interna. Si collocano al secondo posto gli Stati Uniti, le cui importazioni si stima possano sfiorare 1 miliardo di euro per l’anno in corso; seguono la Francia e la Spagna.

Dinamiche del mercato di interesse

Dopo aver tracciato un quadro generale delle dinamiche di commercio estero su scala mondiale, risulta importante determinare quale mercato possa rivelarsi prioritario per l’azienda. L’impresa può infatti essere già presente in alcuni mercati o avere già sviluppato un progetto per entrare in un dato paese; in questo caso, risulta comunque utile valutare le potenzialità dei mercati scelti.
D’altro canto, se l’impresa non ha ancora definito i propri mercati prioritari, questa scelta diventa cruciale. In questo caso è importante seguire una metodologia di market selection1, che tenga conto non soltanto dei dati di commercio estero ma anche, ad esempio, di indicatori macroeconomici, presenza di tariffe e stima del consumo interno.

Una volta individuati i propri mercati prioritari, i nostri servizi ne consentono uno specifico approfondimento. Consideriamo come esempio il caso degli Stati Uniti, quale mercato di destinazione per le esportazioni di olio d'oliva. Quali sono le informazioni chiave per analizzare questo mercato?
Partendo dai flussi di commercio estero, i dati mostrano come, dopo un crollo delle importazioni nel 2013, la domanda statunitense di olio d’oliva abbia segnalato un significativo recupero; minore caduta nel 2019, in linea con le dinamiche del commercio mondiale. I dati più recenti segnalano una performance di crescita nel 2020 (+1.8%), di cui si conferma la prosecuzione anche nel 2021 (+3.7%).


I principali competitori sul mercato statunitense provengono principalmente da due aree: quella mediterranea e quella sudamericana. L'area predominante è comunque quella mediterranea, con l'Italia in testa (40.9%), seguita da Spagna (27%) e Tunisia (15.4%). Quote inferiori al 5% sono detenute da Grecia, Portogallo, Turchia e Marocco, così come Cile e Argentina in Sud America.
In linea con la domanda mondiale, anche per il mercato USA si prevede un incremento medio annuo dell’import prossimo al 7% nel periodo 2022-2025.

Conclusioni

L’analisi del caso qui proposto mira a fornire un esempio dei primi passi chiave nell’analisi del contesto commerciale internazionale e dei possibili mercati di sbocco per un prodotto di interesse. Una corretta analisi dei dati emerge quindi come player fondamentale per indirizzare l’azienda alle migliori decisioni strategiche per il successo sui mercati esteri. La loro crescente disponibilità sta rendendo i servizi informativi sempre più accessibili anche alle piccole e medie imprese, benchè essi necessitino di essere abbinati alle migliori pratiche per ottenere ambiziosi risultati.


1. Si rimanda, a tale proposito, ai nostri servizi di Scelta Mercati e ad un recente articolo sul tema.