Analisi business internazionale: il caso delle macchine alimentari

Informazioni chiave di commercio estero e guida alla scelta mercati

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Case Study 2. Analisi Business Internazionale

In un precedente articolo abbiamo avviato l’analisi del settore della meccanica strumentale, per il significativo ruolo dell’Italia come esportatrice di macchinari e impianti per i processi industriali su scala globale; nello specifico, ci siamo focalizzati sul caso delle macchine tessili, individuando i più interessanti mercati target per un’impresa interessata ad imboccare la strada dell’internazionalizzazione, o a consolidare la sua presenza sui mercati esteri.

Secondo la metodologia promossa da Export Best Practice, per un’impresa che vuole entrare o consolidare il suo posizionamento sui mercati esteri, l’analisi del quadro di business internazionale si colloca tra i primi fondamentali step. Dopo aver valutato se l’azienda è pronta all’export, risulta infatti utile ottenere una prima overview dei mercati, per una maggiore consapevolezza dello scenario internazionale; ulteriore passo fondamentale è la scelta dei propri mercati prioritari.

Ci concentriamo ora sul ramo delle macchine alimentari, tra le quali troviamo, ad esempio, i macchinari per la panificazione, la lavorazione industriale delle carni e l’industria del latte.

Overview degli scambi internazionali

Negli ultimi due decenni, la domanda mondiale di macchine alimentari si colloca lungo un solido trend di crescita, salvo sporadiche frenate. Nel periodo 2001-2008, il tasso di crescita medio annuo risulta superiore al 5%, e pari al 3.6% tra il 2009 e il 2021. Nello specifico del 2020, con lo scoppio della crisi sanitaria si segnala una frenata del 5% in euro, a cui fa seguito un rimbalzo del 12% nel 2021: secondo le stime ExportPlanning, la domanda mondiale avrebbe toccato il punto di massimo di 28 miliardi di euro.

Se quindi lo scoppio della crisi Covid può aver limitato le iniziative di investimento nell’iniziale fase di shock, il rimbalzo registrato nel 2021 mostra la resilienza dell’industria agroalimentare. Le previsioni suggeriscono, per i prossimi anni, la prosecuzione di un trend di crescita per la domanda mondiale di macchine alimentari. Il quadro del settore appare quindi generalmente positivo.


Secondo le stime ExportPlanning l’Italia si colloca, nel 2021, al terzo posto tra i maggiori esportatori di macchine alimentari su scala mondiale, superando i 3 miliardi di euro e collocandosi a breve distanza dalla Cina. Il leader del settore è invece la Germania, che supera nel 2021 i 5 miliardi di euro. Nel complesso l’Italia vanta quindi un ruolo di primo piano nel settore, coprendo oltre il 12% delle esportazioni su scala mondiale.


Approfondendo l’analisi dal punto di vista delle quote di mercato, si nota come la market share tedesca sia rimasta prossima al 20% nell’ultimo ventennio, mentre quella italiana attorno al 12%, con limitate fluttuazioni. La quota cinese ha invece mostrato un trend di progressiva crescita: da un ruolo della Cina sostanzialmente ininfluente all’inizio del XXI secolo, l’export di macchine alimentari del paese del Dragone mostra una progressiva crescita negli anni a seguire, per arrivare nel 2021 ad una quota di mercato prossima al 13%. Il colosso cinese emerge quindi come competitor da monitorare.

La selezione dei mercati prioritari

Dopo una visione d’insieme del comparto delle macchine alimentari, per rispondere ai bisogni informativi dei differenti settori (si pensi appunto alla panificazione o all’industria casearia) può essere utile andare più nel dettaglio, focalizzandoci sugli specifici macchinari inclusi nel gruppo. Le dinamiche della domanda nei mercati a maggior potenziale non possono infatti dirsi omogenee per tutti i prodotti in esso considerati.

Prendendo, a titolo esemplificativo, i macchinari dell’industria del latte, quali sono i mercati esteri che un’azienda del settore può considerare come prioritari, nella pianificazione di un’espansione sullo scenario internazionale?
Guardando ai dati di commercio estero per il 2021, notiamo come le esportazioni italiane di macchinari per l’industria del latte si siano principalmente dirette verso la Russia, che ha recepito oltre il 10% dell’export made in Italy del settore, e gli Stati Uniti (4.4%). Tra i mercati europei troviamo in prima linea l’Irlanda e la Germania, verso il quali si sono rispettivamente dirette il 3.6% delle esportazioni italiane dello scorso anno; nel loro complesso, le esportazioni italiane verso i mercati UE ammontano ad oltre il 20% nel 2021, secondo le stime ExportPlanning. Seguono, nel ranking dei maggiori paesi target, il Canada, l’Algeria e la Cina.
I dati mostrano, però, come a livello complessivo le esportazioni nazionali del comparto abbiano mostrato un rallentamento negli ultimi anni, dopo il picco di oltre 70 milioni di euro registrato nel 2019.


Sono presenti ulteriori mercati target su cui puntare l’attenzione?
Consideriamo nell’analisi:

Indicatori relativi alle macchine per l’industria del latte

  • Valore import, 2021
  • Previsioni import, 2025/2021
  • Incidenza nelle importazioni della fascia alta e medio-alta di prezzo, 2021
  • Quote di mercato italiane, 2021
  • Tariffe per esportatori UE

Indicatori relativi ai settori utilizzatori dei macchinari

  • Valore produzione latte, yogurt, burro e formaggi

Indicatori di tipo macroeconomico

  • Previsioni PIL, 2025/2022
  • Contry Risk Assessment COFACE, 2021

L’analisi mostra come, per il caso dei macchinari per l’industria del latte, la Malesia spicchi come potenziale mercato target: nel 2017, 2020 e 2021 il paese ha effettivamente mostrato valori elevati di importazioni, rispetto al recente passato. Non sembra però una tendenza pienamente consolidata, visto che le sue importazioni non sono risultate altrettanto elevate nel 2018 e 2019. Dal lato macroeconomico, le previsioni del Fondo Monetario Internazionale suggeriscono un solido trend di crescita per il PIL nei prossimi anni: il mercato malese risulta quindi certamente da monitorare.

Seguono nel ranking i mercati europei di Spagna e Germania, nei quali l’Italia vanta attualmente una quota di mercato attorno al 10%, e il Canada, dove la quota italiana supera il 13%. Si segnala, nello specifico della Germania, l’elevato valore della produzione di prodotti caseari, elemento che alimenta la produzione dei relativi macchinari su scala nazionale, ma anche la loro domanda dall’estero.
Limitata la quota di mercato italiana nei vicini mercati di Francia, Austria e Repubblica Slovacca, a loro volta presenti nella top 10 dei mercati target: tra questi, da segnalare soprattutto gli elevati livelli di importazioni da parte dell’Austria (stimati a €40 milioni nel 2021), valore che qualifica il paese tra i maggiori importatori del prodotto su scala mondiale, e la forte incidenza della fascia alta e medio-alta di prezzo nelle sue importazioni.

Troviamo infine, nella top 10 dei mercati target, l’Irlanda e la Romania, paesi che presentano valori minori dei precedenti a livello di import, ma nei quali la quota di mercato italiana risulta molto elevata (rispettivamente pari al 35% e al 22%).
Tra gli indicatori considerati abbiamo inserito anche le quote di mercato dell'Italia, quali proxy del giudizio delle imprese dell'industria del latte del paese verso tecnologia e soluzioni italiane: una quota di mercato elevata per le esportazioni italiane implica infatti una reputazione positiva per le soluzioni offerte dal nostro paese. A parità di altre condizioni, anche una nuova impresa entrante potrebbe quindi beneficiare di tale reputazione.