Accordo UE–India: quali opportunità (e quali scelte) per le PMI europee
Obiettivo diversificazione mercati: il ruolo dell’India
Pubblicato da Pier Paolo Galbusera. .
Case Study Management 5. Approfondimento MercatoQuesto contributo è stato redatto in collaborazione con Marzia Moccia, Analyst ExportPlanning
Dopo un lungo percorso negoziale, l’Unione Europea e l’India hanno concluso un accordo di libero scambio destinato a incidere in modo significativo sugli equilibri del commercio internazionale. L’intesa si inserisce in una fase in cui l’UE sta rafforzando la propria rete di accordi commerciali con l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese europee e favorire la diversificazione dei mercati di sbocco.
In questo contesto, l’India rappresenta un partner strategico per dimensione economica, dinamismo industriale e prospettive di crescita. Tuttavia, come evidenziano i dati, la firma di un accordo non equivale automaticamente alla creazione di opportunità per tutte le imprese: molto dipende dal settore, dal posizionamento competitivo e dalla capacità di interpretare correttamente le specificità del mercato.
1. L’accordo UE–India e il quadro di riferimento
Secondo la Commissione europea, l’accordo prevede la riduzione o l’eliminazione dei dazi su oltre il 90% delle esportazioni UE verso l’India, con l’obiettivo di arrivare fino al 95-99% nel medio periodo. Le stime indicano un risparmio annuo di circa 4 miliardi di euro per le imprese europee e un raddoppio potenziale delle esportazioni entro dieci anni. Come per l’accordo Mercosur, la liberalizzazione avverrà, infatti, in modo progressivo nell’arco di dieci anni, secondo calendari differenziati, prevedendo l’eliminazione dei dazi su prodotti chimici, cosmetici, materie plastiche, componenti automobilistici, tessili e abbigliamento, ceramiche, macchinari e imbarcazioni.
L’accordo prevede inoltre l’eliminazione dei dazi su numerose esportazioni agroalimentari UE e un miglioramento significativo dell’accesso al mercato per vini, spirits, birra e frutta, pur salvaguardando prodotti sensibili e mantenendo intatti gli standard europei di sicurezza alimentare e salute animale e vegetale. Per il momento sono escluse le indicazioni geografiche, oggetto di un accordo separato attualmente in trattativa.
L’accordo garantisce inoltre accesso privilegiato ai servizi ed un elevato livello di protezione della proprietà intellettuale per le imprese europee. Come gli accordi di nuova generazione, completano il quadro i capitoli dedicati alla tutela ambientale – con la piattaforma UE-India per la cooperazione climatica e un contributo europeo di 500 milioni di euro per la transizione industriale sostenibile – e dei diritti dei lavoratori, rafforzando la dimensione socio-ambientale della partnership commerciale.
2. Potenzialità e scambi
L’intesa si inserisce in una solida relazione commerciale UE-India culminata nel 2025 con il raggiungimento di 106.5 miliardi di euro di interscambio nei primi undici mesi dell’anno. In particolare, l’Unione Europea ha esportato beni per un valore complessivo pari a 42.6 miliardi di euro.
I dati ExportPlanning mostrano una crescita significativa degli scambi UE–India in diversi comparti manifatturieri, in particolare in quelli a maggiore contenuto tecnologico e industriale.
UE – India: settori industriali e dinamiche competitive
(Fonte: ExportPlanning – Country Report India)
| Settore | Andamento scambi UE–India | Livello di competizione | Implicazioni per le PMI europee |
| Macchinari e impianti | Crescita strutturale | Medio–alto | Opportunità per tecnologie avanzate e soluzioni su misura |
| Componentistica meccanica | Crescita progressiva | Alto | Necessaria specializzazione e capacità di adattamento |
| Elettrotecnica | Crescita dinamica | Alto | Mercato competitivo, premia innovazione e affidabilità |
| Beni intermedi industriali | Crescita progressiva | Medio | Spazio per forniture tecniche qualificate |
| Chimica e materiali | Crescita selettiva | Medio | Opportunità su prodotti ad alto valore aggiunto |
| Automotive e mobilità | In trasformazione | Molto alto | Settore complesso, elevata pressione competitiva |

Lettura del Country Report sull’India:
Nel Country Report dedicato all’India è disponibile un’analisi approfondita del Paese sotto diversi profili - istituzionale, macroeconomico, commerciale e di rischio - che si completa con un capitolo interamente dedicato all’esame delle filiere che presentano le maggiori opportunità commerciali.
3. L’India come mercato industriale, non come semplice sbocco commerciale
Come emerge chiaramente anche dal Country Report ExportPlanning, l’India non può essere interpretata come un semplice mercato di consumo. Il Paese sta investendo in modo consistente nello sviluppo della propria base industriale, con una domanda crescente di:
- macchinari e impianti,
- componenti industriali,
- tecnologie produttive,
- know-how tecnico.
Le opportunità più interessanti riguardano quindi imprese in grado di offrire soluzioni industriali e competenze, più che prodotti standardizzati.
4. Un mercato promettente, ma strutturalmente complesso
Il Country Report evidenzia anche come l’India resti un mercato complesso, caratterizzato da:
- forte frammentazione territoriale,
- differenze normative tra Stati federali,
- elevata sensibilità al prezzo,
- necessità di presidio locale,
- tempi di ingresso medio-lunghi.
La riduzione dei dazi rappresenta un elemento positivo, ma non elimina la necessità di una strategia strutturata e di un approccio graduale.
5. Quali imprese possono trarre reale beneficio
L’accordo UE–India può rappresentare un’opportunità concreta soprattutto per imprese che:
- operano in ambito manifatturiero o industriale;
- dispongono di un prodotto a contenuto tecnico medio–alto;
- sono in grado di adattare la propria offerta al mercato locale;
- hanno già una minima esperienza export;
- ragionano in un’ottica di medio-lungo periodo.
Al contrario, risultano più esposte le aziende che cercano risultati immediati o che basano la propria competitività esclusivamente sul prezzo.
6. Una riflessione conclusiva
L’accordo UE–India apre prospettive interessanti, ma richiede un cambio di approccio: meno improvvisazione, più analisi; meno aspettative di breve periodo, più visione strategica.
Il vero tema non è “entrare in India”, ma capire se e come l’India possa diventare parte di una strategia di sviluppo coerente e sostenibile nel tempo.
In questo percorso, il supporto di analisi strutturate e di un approccio consulenziale orientato alle decisioni rappresenta un fattore chiave per trasformare un’opportunità potenziale in un reale vantaggio competitivo.
Per approfondire:
Le imprese interessate ad approfondire le opportunità offerte dall’accordo UE–India possono contattare il team di Export Strategist.

Dopo una lunga esperienza aziendale sia come commerciale estero che come imprenditore, collabora oggi con le piccole medie imprese come consulente e temporary export manager, per avviare e ripensare i processi di internazionalizzazione.